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Orticanoodles. INSIDE

dal 09 feb 2021 al 21 mar 2021
Studio Museo Francesco Messina

Lo ​Studio Museo Francesco Messina presenta ​INSIDE​, dal 9 Febbraio al 21 Marzo 2021, prima personale in uno spazio museale dedicata al lavoro di Orticanoodles​. Le opere, inedite, nascono anche dal confronto con il lavoro di Francesco Messina, di cui rileggono l’uso del colore e i soggetti.

Orticanoodles. INSIDE

Inside è un percorso di ricerca introspettiva da porre in relazione dialettica con la più nota arte pubblica di Orticanoodles, firma di arte urbana di base a Milano ma dalle collaborazioni nazionali e internazionali. Tra le ragioni della presenza al Museo Messina si rintraccia l’attenzione verso un cambiamento ormai consolidato nelle scelte dell’arte pubblica: dalla scultura, linguaggio d’elezione del Messina, si assiste al progressivo slittamento di attenzione verso la ​pittura murale, mezzo espressivo di Orticanoodles​, fiorito nel corso degli ultimi decenni.

Le ragioni del cambio di paradigma si trovano nell’apparente immediatezza della pittura murale, molto amata dal pubblico, nata come mezzo di autodeterminazione, e nella sua forza espressiva, capace di  reinterpretare in chiave monumentale il mezzo pittorico.

La pittura murale si presta a un dialogo aperto con il contesto, accoglie l’ibridazione di linguaggi, contempla la ridipintura; offre il fianco al tempo, mentre ci si interroga sulla sua conservazione, le sue finalità, le motivazioni profonde.  Le opere di “Inside” sono realizzate a partire dallo stencil e dallo spolvero, tecniche sperimentate sin dai primi anni 2000 su muro. La giustapposizione dei listelli in legno che Orticanoodles chiama “codici”, permette di sovrapporre spaccati anatomici, dettagli floreali, volti e vedute urbane, generando ripetuti travasi di senso. Il basso continuo è l’intreccio di ​dettagli anatomici e scenari urbani​, la commistione di interno ed esterno in opere che spesso assumono carattere monumentale. Tale continuo cambio di scala è ben rappresentato dal confronto, al piano interrato, tra “Cemetery”, che rappresenta la facciata di un edificio urbano, e i ritratti di artisti la cui immagine è inflazionata dalla produzione di icone pop degli ultimi anni; questo processo di trasformazione “pulp”  dialoga con i ritratti bronzei del Messina, svelando la portata drammatica di una frammentazione esistenziale e mediatica.

Un altro nucleo significativo riguarda il fiore, soggetto dai connotati vitalistici, ricorrente nelle grandi opere murali di Orticanoodles,  che qui assume i toni di una retorica della decadenza antitetica rispetto alla bellezza  spesso celebrata dai committenti di muralismo urbano (si pensi alle opere floreali dipinte da Orticanoodles in varie città, dai “fiori per Quarto Oggiaro”, alle “Magnolie” di Largo Balestra a Milano, oppure a “Natural Beauty”, Carrara, o “Chimney of Roses”, Rosenthal).

Le sale superiori del museo sono dedicate a un dialogo con il soggetto principe della produzione scultorea di Messina: il corpo. I ritratti femminili, che Orticanoodles  trasfigura attraverso echi del tatuaggio old school e suggestioni classiche, o le figure umane e umanoidi maschili, ibridate con segmenti meccanici o scheletrici, a rappresentarne l’intrinseca fragilità.

Negli ultimi murali firmati da Orticanoodles nell’ambito del progetto ​OrMe-Ortica Memoria il collettivo persegue su larga scala la frammentazione delle immagini messa a punto nelle opere in mostra, dando prova di concepire la complessità e la stratificazione come possibilità di percezione del reale a vari livelli e in diversi ambiti di produzione.  Nel tessuto dell’esposizione indoor Inside” si riflettono le stesse tensioni che Orticanoodles porta in scena nello spazio urbano, dove la propagazione dei “codici” e la moltiplicazione delle immagini tendono verso una nuova sintesi, appena avviata.