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REINVENTARE MONUMENTI. Sculture di Carlo Ramous, Dipinti di Francesco Toniutti

dal 18 feb 2022 al 17 apr 2022

Il 17 febbraio alle ore 18.00 presso lo Studio Museo inaugura Reinventare monumenti. Sculture di Carlo Ramous. Dipinti di Francesco Toniutti.

Giovedì 17 febbraio alle ore 18.00 lo Studio Museo Francesco Messina presenta la mostra Reinventare Monumenti. Sculture di Carlo Ramous. Dipinti di Francesco Toniutti. La mostra, a cura di Giuseppe Frangi, aperta fino al 3 aprile, ricostruisce, all’ interno della chiesa sconsacrata di San Sisto, un interno urbano di sapore ottocentesco in cui le sculture dipinte di Francesco Toniutti dialogano, come trame urbane, con i bozzetti di Carlo Ramous, proponendo nuovi incroci e sollecitazioni.


Carlo Ramous nasce a Milano nel 1926. Dopo gli studi all’ Accademia di Brera con Marino Marini e Giacomo Manzù, nel 1946 espone la prima opera di ispirazione antropomorfa liberamente ispirata a Boccioni, Fontana e Melotti. Presto si impone sulla scena della scultura astratta italiana: nelle sue opere convivono tensione dinamica e presenza plastica, spazialità geometrica ed equilibrio. Con gli anni, le sue opere diventano più aeree, ideogrammi o segni in tre dimensioni che trovano la loro giusta collocazione in contesti urbani. Per citare solo alcune, a Milano: Finestra nel cielo (1968) in piazza Miani, Gesto per la Libertà (1972) in piazza della Conciliazione, e il Monumento ai Caduti dell’Isola (1972) in piazzale Segrino. Ha esposto in mostre collettive e personali nei musei e nelle gallerie più importanti, anche a livello internazionale. Le sue opere sono presenti in celebri musei italiani e stranieri. Del suo lavoro si si sono occupati, tra gli altri, Trier, Dorfles, Russoli, GassiotTalabot, Valsecchi, Elgar, Ashbery, Ballo, Leveque, Carandente, Alvard, De Micheli, Welcher, Crispolti, Coulan, Natali, Gualdoni, Bettolini. Muore a Milano, nel 2003. Dal 2 novembre 2006 è tra i benemeriti al famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Francesco Toniutti nasce a Bollate (Mi) nel 1964. Studia Scenografia all’ Accademia di Brera con Rodolfo Aricò. La sua formazione artistica avviene, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, nell’ ambito della nuova figurazione. Dagli anni Novanta espone in varie gallerie e spazi pubblici, tra cui il Museo Diocesano di Milano, La Biblioteca Umanistica dell’Incoronata, l’Urban Center della Galleria Vittorio Emanuele II in occasione dei 150 anni della sua inaugurazione. Predilige una pittura figurativa incline alla visione ed è da sempre attratto dalla città e dai suoi monumenti, segni spesso dimenticati di storia e civiltà. In questa mostra, in particolare, personaggi e decorazioni “entrano” nello spazio dello Studio Museo Francesco Messina come apparizioni che sussurrano qualcosa su Milano. Si sono occupati del suo lavoro, tra gli altri, Flavio Arensi, Andrea Beolchi, Paolo Biscottini, Maurizio Cecchetti, Luca Fiore, Giuseppe Frangi, Carlo Franza, Marina Mojana, Domenico Montalto, Alessandra Redaelli.

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