Una vita per la scultura

Una vita per la scultura

Francesco Messina nasce il 15 dicembre 1900 a Linguaglossa, un piccolo paese alle pendici dell’Etna, in una famiglia poverissima. Lasciata la Sicilia con l’intento di emigrare in America, la famiglia si ferma invece a Genova, dove l’artista trascorre l’infanzia. Qui è presto avviato al mestiere nelle botteghe dei marmorari, dove nasce la sua passione per la scultura.

Dagli anni Venti inizia a esporre partecipando a importanti iniziative culturali, stringendo amicizia con letterati – come gli amici Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo – ed entrando in contatto con artisti come Carlo Carrà e Arturo Martini.
Nello stesso periodo conosce Bianca Fochessati Clerici, l’amore di una vita, che sposerà nel 1944.

A trentadue anni si trasferisce a Milano, dove stringe rapporti con esponenti della cultura, tra cui Giorgio Morandi e Lucio Fontana, e rinsalda precedenti legami.

In pochi anni diventa artista di fama nazionale e spesso rappresenta all’estero l’arte italiana.
Nel 1934 ottiene la cattedra di scultura all’Accademia di Brera, dove insegnerà per oltre trent’anni.

Gli anni Cinquanta e Sessanta coincidono con un periodo di intensa attività per lo scultore, autorevole maestro accademico e artista richiestissimo sia in Italia che all’estero per commissioni pubbliche e private.

Fra le sue opere più celebri, il Monumento a Santa Caterina per uno degli spalti di Castel Sant’Angelo, il Monumento a Pio XII per la basilica di San Pietro e il Cavallo morente per la sede della RAI a Roma.

Si spegne il 13 settembre 1995 a Milano, città che lo ha accolto e ospitato per buona parte della vita e che gli ha conferito, molti anni prima, la cittadinanza onoraria.